Presidio davanti ad Eataly in Via Nizza

Per un vita auotgestita, fuori dagli schemi e dalla grande distribuzione. Presidio, volantinaggio e degustazione di cibi autoprodotti contro i soliti vampiri.

VOLANTINO OSCAR

L’EXPO 2015 è alle porte. Come le olimpiadi, una vetrina mondiale fatta per imbonire le masse, occasione per devastare il territorio che lo ospita con grandi e piccole opere da milioni di euro.

Il tema dell’esposizione è “Nutrire il pianeta, energia per la vita” e l’Italia sarà rappresentata da Novacoop, Eataly e Slow Food. La prima è la cooperativa più conosciuta del paese per la diffusione capillare dei suoi punti vendita e per le continua proteste dei suoi lavoratori. Allo stesso modo Eataly ha creato una catena di super e ipermercati di prodotti genuini e di qualità riservati a portafogli facoltosi, salvo qualche giornata dedicata al discount dove anche i meno abbienti possono ambire alle eccellenze del bel paese. Ed è Slow Food la fonte principale di questi prodotti: autoproclamato difensore e garante della cultura agricola e gastronomica di fatto gestisce un business milionario che da realtà locale ha esteso i suoi tentacoli in tutto il mondo come una mafia dei prodotti della terra.

In EXPO 2015 l’Italia e il mondo si preparano a quello che sarà il nostro prossimo futuro: OGM come soluzione alla fame nel mondo mentre i beni di consumo di qualità (o quantomeno decenti) così come l’accesso alle risorse saranno garantiti ad una élite selezionata. L’unico diritto garantito a tutti, senza distinzione di possibilità economiche, sarà il controllo capillare fatto mediante una società totalmente digitalizzata dove nulla sarà possibile senza un conto in banca o uno smart phone.

Siamo contrari alla mercificazione del buon cibo che fino a tre generazioni fa preparavano le nonne. Il cibo popolare si è trasformato da genuino a scadente, dolce, grasso ma economico. Il lavoratore medio è obeso, mangia ciò che può permettersi e sopravvive mentre il suo padrone è snello, in forma e gioca a golf.

Attraverso la coltivazione e l’autoproduzione del cibo è possibile mangiare bene e alimentarsi in un modo appagante. Per dedicarsi all’autoproduzione sono necessari pochi soldi e tanto tempo da investirci, cosa che non manca dato che il lavoro è un’altro scomparso insieme al buon cibo e la frutta maturata al sole. Proponiamo l’autoproduzione, lo scambio, la convivialità al posto di un modello precotto in cui il cibo della nonna viene venduto in una boutique per ricconi.

Contro la devastazione della terra

Per la vita autogestita

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