Nuovo ciclo di incontri al Mezcal – Ed. Libertaria: scarica il manifesto

Ritornano gli approfondimenti per il tema Autogestione del corpo e della salute con un nuovo ci

Ritornano gli approfondimenti per il tema Autogestione del corpo e della salute con un nuovo ciclo intitolato

L’Autogestione non ha età

Con quattro appuntamenti a cadenza mensile vorremmo iniziare ad esplorare, con spiegazioni teoriche ed esempi pratici, le possibilità di autogestione per i genitori e in generale con i più piccoli.
In questo ciclo di incontri affronteremo due argomenti: la gravidanza/nascita libera da medici e l’educazione libertaria (per problemi di disponibilità partiremo da quest’ultima).
Il primo incontro sarà a Dicembre con Maurizio Giannangeli della Rete per le scuole libertarie dove ci illustrerà le basi della pedagogia libertaria e come funziona una scuola libertaria. A Gennaio proseguiremo con il tema dell’Educazione libertaria con le comunarde di Urupia che ci porteranno l’esempio della loro sperimentazione all’interno della Comune. Febbraio invece vedrà la partecipazione di Clara Scropetta che ci parlerà di gravidanza e parto medicalizzati e di come condurli invece in modo libero. A concludere il ciclo, a marzo, presenteremo il nostro primo spazio dedicato ai bambini.

Per iniziare l’approfondimento sul primo dei temi che andremo ad affrontare pubblichiamo il Manifesto per l’Educazione Libertaria edito nel Gennaio 2011 dal Gruppo Operativo Rete Italiana per l’Educazione Libertaria.

CHE COS’E’ L’EDUCAZIONE LIBERTARIA

L’educazione libertaria è un insieme di principi ed esperienze unite ad una pratica organizzativa di tipo democratico che riconosce ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze la capacità di decidere individualmente e in gruppo come, quando, che cosa, dove e con chi imparare e la capacità di condividere in modo paritario le scelte che riguardano i loro ambiti organizzativi.

L’educazione libertaria fonda la relazione educativa adulto-bambino sul riconoscimento di tali capacità quali mezzi per lo sviluppo dell’autonomia e della libertà di scelta dei bambini.

Il contesto da noi privilegiato per la messa in opera di principi e pratiche democratiche così intesi è la scuola.

I BAMBINI E LE BAMBINE, I RAGAZZI E LE RAGAZZE

I bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze sono sempre portatori di esperienze, competenze e inclinazioni dotate di valore.
Al bambino viene riconosciuta piena capacità di scegliere. Questa si concretizza nella opportunità di decidere su contenuti e metodi del proprio apprendimento e nella partecipazione paritaria alle attività che regolano la scuola. Partendo dall’espressione delle proprie necessità (conoscitive, pratiche) il bambino ha la possibilità di sperimentare nei propri tempi e modi le conseguenze delle proprie scelte e la relativa assunzione di responsabilità. In questo modo egli  acquisisce consapevolezza di sé nel mondo e cresce nella capacità di autostima ed autovalutazione. L’apprendimento nelle scuole democratiche e in tutti i contesti educativi di tipo libertario comprende lo sviluppo di ogni talento e capacità della persona in modo armonico e integrale. Nella convinzione che ogni frammento di conoscenza possa essere sempre generato e ri-generato soltanto a partire dalle necessità del bambino, l’educazione libertaria riconosce l’ubiquità dell’apprendimento e rinuncia all’idea di trasmissione di un sapere precostituito. Il processo educativo libertario pone al centro la persona nella sua interezza, compresi i suoi organi sensoriali e il corpo nel suo insieme, da qui la possibilità del bambino di vivere la totalità degli spazi della scuola.

L’EDUCATORE-ACCOMPAGNATORE

L’educatore-accompagnatore ha il compito di affiancare il bambino in un comune processo di indagine/scoperta/creazione che è alla base del conoscere.
L’educazione libertaria riconosce nell’esperienza pregressa dell’educatore-accompagnatore e del bambino e nelle domande di quest’ultimo il patrimonio attraverso il quale può essere generata nuova conoscenza.  Adulto e bambino sono sullo stesso piano come persone, ma la loro diversità è riconosciuta come fondamentale e dà luogo a diversi ruoli nel processo di apprendimento.
Bambino e adulto possono definire dei progetti di apprendimento condivisi. Questi sono calibrati sulla base degli  interessi e capacità dei bambini. Gli obiettivi concordati contengono una parte di saperi tecnici da utilizzare come strumenti di lavoro. Lo sviluppo ulteriore dell’apprendimento è guidato dalle domande spontanee poste dai bambini. L’adulto lavora sulla capacità di sostenere le energie espresse  facendosi “neutro”, privilegiando l’ascolto, offrendo delle opportunità di indagine ai bambini, traendo profitto dall’incidentalità dell’apprendimento e favorendo un impegno interessato, stimolato da esperienze concrete e supportato da dinamiche di mutuo aiuto tra i bambini.  L’educatore-accompagnatore incarna un approccio al processo del conoscere che valorizza fatica e riflessione critica per raggiungere i risultati e riconoscere gli errori.  Gli “errori” vengono identificati come opportunità in un comune processo di riflessione  e rielaborazione al fine di favorire l’autocorrezione. L’educatore-accompagnatore ha cura di stimolare nel bambino il processo ricerca, autoapprendimento e autovalutazione.

IL PROCESSO DI VALUTAZIONE

Il processo di valutazione è focalizzato sul raggiungimento degli obiettivi conoscitivi concordati e sui risultati ottenuti;  fa leva in primo luogo sul confronto e l’autovalutazione e non implica in nessun caso un giudizio sulla persona,  centrando l’attenzione sulla valutazione del processo di apprendimento. In tal modo il bambino e l’educatore-accompagnatore sono coinvolti in una valutazione reciproca: entrambi hanno l’opportunità di valutare qualità ed efficacia del lavoro svolto.

La relazione adulto-bambino nella scuola libertaria è fondata sul rispetto reciproco.  L’autorevolezza che scaturisce dall’esperienza pregressa e dalla capacità di relazione dell’educatore-accompagnatore non giustifica un atteggiamento manipolatorio volto ad indurre nel bambino qualsiasi forma di dipendenza dal giudizio dell’adulto. Particolare attenzione è posta nell’apprezzamento di risultati come compimento di percorsi, favorendo così il piacere del fare.

La scuola libertaria garantisce la possibilità che i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze censurino il comportamento degli adulti: il bambino può scegliere l’insegnante e, in generale, segnalare le situazioni in cui è venuto a mancare il rispetto ricorrendo alle istituzioni democratiche della comunità scolastica preposte allo scopo.

LA SCUOLA

La scuola libertaria è uno spazio aperto in cui un insieme di relazioni finalizzate ad uno scopo educativo e di apprendimento vengono organizzate attraverso istituzioni di democrazia partecipata.

Le decisioni che riguardano l’organizzazione, a vari livelli e con varie modalità, e le attività della comunità scolastica vengono prese all’interno di un’assemblea. Ogni membro, indipendentemente da età e ruolo, ha diritto di voto.  Compito dell’assemblea è anche quello di stabilire regole e sanzioni che disciplinano la gestione degli spazi, le responsabilità e i diversi aspetti della vita della comunità e di verificarne, con modalità condivise, l’efficacia.

La scuola, in quanto spazio aperto, si pone in relazione con il contesto esterno: i nuclei familiari, il territorio, il tessuto culturale, economico e produttivo.

L’ADULTO-GENITORE

I nuclei familiari sono i primari interlocutori della comunità scolastica. I genitori sono consapevoli e condividono gli obiettivi, le pratiche educative e le istituzioni che operano in una scuola libertaria. Sono inoltre consapevoli che l’apprendimento è un processo che comprende tutta l’esperienza del bambino e si estende al di là dei confini della scuola.
Sulla base di questi presupposti, i genitori sono chiamati a supportare la crescita del bambino favorendo la continuità tra scuola e casa e supportando le attività della scuola con le proprie capacità.

 

Gennaio 2011

Gruppo Operativo Rete Italiana per l’Educazione Libertaria

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